Nuovo studio svedese contesta la presunta inutilità degli antidepressivi

Nuovo studio svedese contesta la presunta inutilità degli antidepressivi

Una teoria che ha ricevuto notevole attenzione nei media internazionali, ad esempio Newsweek e la CBS, suggerisce che gli antidepressivi, quali gli SSRI (Inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina), non esercitino una reale funzione terapeutica. Un gruppo di ricerca presso la Sahlgrenska Academy ha analizzato nuovi dati clinici e contesta tale conclusione.

Secondo la teoria ora messa in discussione, il fatto che molte persone giudichino di sentirsi meglio dopo un trattamento con antidepressivi sarebbe dovuto all’effetto placebo, ovvero al fatto che la sola aspettativa di guarigione da parte di di chi assume medicinali spesso produce un giovamento anche se il medicinale di per sè non è efficace.

Tuttavia, se così fosse, ovvero se il successo degli SSRI fosse dovuto semplicemente all’effetto placebo, tali medicinali, se usati in esperimenti clinici “ciechi” in cui i pazienti vengano trattati sia con SSRI che con medicinali placebo, ed in cui nè i pazienti nè i medici vengano messi a conoscenza del tipo di medicinale effettivamente somministrato fino ad esperimento concluso, non dovrebbero ottenere risultati migliori del placebo.

Anche nel caso di esperimenti ciechi, tuttavia, la superiorità degli SSRI rispetto al placebo è stata messa in discussione. E’ stato infatti suggerito che il successo degli SSRI registrato in molti esperimenti “ciechi” di questo tipo sia dovuto al fatto che i pazienti, subendo una serie di effetti collaterali spesso provocati da questi medicinali, si rendono conto di essere stati trattati con un “vero” medicinale e che questa convinzione faccia perciò accrescere la loro fiducia in un miglioramento del loro stato depressivo. Secondo tale teoria quindi, gli effetti benefici registrati dagli SSRI in diversi esperimenti “ciechi” non sarebbero dovuti alla loro azione biochimica sul cervello, ma al fatto che i loro effetti collaterali rafforzerebbero un effetto placebo psicologico.

Elias Eriksson, professor at Sahlgrenska Academy.  Credit  Photo by Johan Wingborg, University of Gothenburg.
Elias Eriksson, professor at Sahlgrenska Academy.
Credit: Photo by Johan Wingborg, University of Gothenburg.

Questa teoria ha avuto ampia diffusione, nonostante non ci sia nessuna robusta evidenza scientifica a riguardo. Infatti, fino adesso, non era mai stato provato in esperimenti clinici se i pazienti che incontravano effetti collaterali in conseguenza della somministrazione di antidepressivi (e sui quali dunque poteva agire l’effetto placebo come conseguenza della certezza di aver assunto un vero medicinale), rispondessero poi alla cura in modo migliore rispetto ai pazienti che non provavano alcun effetto collaterale, pur assumendo i medesimi antidepressivi.

Per esaminare questa teoria dell’effetto placebo che prevarrebbe a discapito dell’esperimento cieco, il cosiddetto “placebo breaking the blind”, un gruppo di ricerca alla Sahlgrenska Academy di Gothenburg, Svezia, ha adesso analizzato i dati provenienti da esperimenti clinici per validare l’efficacia antidepressiva di due SSRI comunemente usati, la Paroxetina ed il Citalopram.

L’analisi, che ha coinvolto 3344 pazienti, dimostra che entrambi i medicinali, quanto alla loro efficacia antidepressiva, sono chiaramente migliori del placebo anche nei pazienti che non manifestano alcun effetto collaterale. Sarebbe quindi da rigettare la teoria suddetta secondo la quale gli antidepressivi sono più efficaci del placebo solo per il fatto che i pazienti, subendo effetti collaterali, si rendono conto di essere stati trattati con un medicinale rafforzando così l’effetto placebo.

I ricercatori ritengono che questo studio, così come altri studi recenti, fornisca un deciso sostegno alla teoria che gli SSRI esercitino uno specifico effetto antidepressivo. La frequenza con la quale sui media viene messa in discussione l’efficacia di tali medicinali sarebbe quindi ingiustificata e potrebbe allontanare i pazienti che soffrono di depressione da una cura efficace.

Sorgente: Università di Gothenburg

Lo studio apparso su Molecular Psychiatry: “Efficacy of selective serotonin reuptake inhibitors in the absence of side effects: a mega-analysis of citalopram and paroxetine in adult depression“.