7 aprile: giornata mondiale della salute dedicata alla depressione

7 aprile: giornata mondiale della salute dedicata alla depressione

Sono 2200 i cittadini che ogni anno si rivolgono per la prima volta alle strutture dell’Azienda Ulss 2 “Marca Trevigiana” per problemi di depressione. L’esito degli interventi terapeutici basati su terapie relazionali come la psicoterapia e, quando necessari, su intereventi farmacologici, portano a buone percentuali di superamento del problema che si avvicinano al 70%. Il dato è reso noto in occasione della Giornata Mondiale della Salute che si celebra domani 7 aprile e che quest’anno è dedicata alla depressione.

Stimando una incidenza della depressione pari al 5% della popolazione generale, i servizi interessati calcolano in circa 40.000 le persone che nel territorio dell’Aulss 2 a diverso titolo e in diversa misura ne soffrono. Di questi, circa 8000 – ovvero il 20% – si rivolgono ai Servizi per la salute mentale dell’Azienda mentre gli altri, in percentuali non facilmente calcolabili, si rivolgono o ai medici di medicina generale o a professionisti privati. E’ da considerare, inoltre, che una parte di coloro che sono colpiti dalla patologia non si avvale di alcun sostegno.

I dati ci confermano che la depressione rappresenta una delle patologie di cui si è evidenziato un significativo aumento negli ultimi anni

sottolinea Francesco Benazzi, Direttore generale.

L’insorgenza del disturbo depressivo può essere collegata sia a fattori biologici ma anche a elementi socioculturali e ambientali. Spesso tale disturbo non è riconosciuto e curato e non sempre la diagnosi è tempestiva per molti motivi come, ad esempio, la significativa prevalenza fra le persone anziane che fa misconoscere i disturbi con altri elementi legati al’età e la presenza di problemi fisici. I nostri servizi di salute mentale, in tutti e tre i distretti dell’Azienda, mettono a disposizione dei cittadini alta professionalità e grandi capacità con buoni risultati. Si registra ancora, però, una certa reticenza da parte della persona o dei familiari a riferirne i sintomi, per vergogna o timore di essere giudicati o stigmatizzati. Questo fa sì che solo una parte minoritaria di chi ne soffre riceva le cure adeguate per superare il problema. Cosa, invece, fattibile come è confermato da una settantina di pazienti ogni 100 che affrontano il percorso di cura.

Come aggiunge Gerardo Favaretto, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Treviso:

E’ necessario affrontare il problema anche con approcci innovativi. Nel distretto di Treviso si è recentemente concluso il progetto Europeo MAstermind che ha dato la possibilità di realizzare interventi psicologici tramite Internet e la videoconferenza tesi a migliorare la collaborazione fra medico di medicina generale e i servizi per la salute mentale. Oltre 200 pazienti sono stati reclutati per un percorso di trattamento cognitivo comportamentale tramite computer e sono in fase di valutazione gli esiti di questa modalità. Essa comunque promette di essere molto interessante per la tempestività e la capillarità della diagnosi e per favorire l’accessibilità delle persone ai trattamenti psicologici su base cognitivo comportamentale.

La conferenza finale di MasterMind 2017

Source: comunicato stampa da ULSS 2 Marca Trevigiana.