Come proteggere il cervello dall’invecchiamento?

Invecchiamento e Ricerca

Il Centro Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento venerdì 21 settembre a Rovereto propone un incontro pubblico per individuare assieme al territorio risorse, bisogni e priorità dell’età matura.

Come proteggere il cervello dall’invecchiamento? In che modo organizzare il lavoro per favorire benessere e ruolo attivo di chi ha un’età matura? Come diagnosticare e trattare le demenze?

Se ne discuterà venerdì prossimo a Rovereto nell’incontro pubblico “Invecchiamento e ricerca. Prospettive per il territorio”, organizzato dal Centro Mente/Cervello (CIMeC) dell’Università di Trento. La conferenza, aperta ai ricercatori, ai clinici e alla cittadinanza, si svolgerà dalle 9.30 alle 12.30 nell’aula magna di Palazzo Piomarta.

L’incontro prende le mosse dalle attività di ricerca che il CIMeC conduce sui temi dell’invecchiamento e ha anche lo scopo di presentarle al territorio.

C’è un progetto, co-finanziato dal Comune di Rovereto, mirato a verificare l’efficacia delle procedure di stimolazione cognitiva e cerebrale nell’invecchiamento sano. A questo va aggiunto il lavoro diagnostico/riabilitativo svolto sulle demenze (al Centro di Riabilitazione Neurocognitiva, CeRiN del CIMeC di Rovereto) e quello finalizzato alla diagnosi precoce delle demenze (nel laboratorio di risonanza magnetica del CIMeC di Mattarello).

Il più recente è il progetto strategico coordinato da Veronica Mazza, di UniTrento (RARE-Net Reversing Age and Resilience in the Elderly) che intende creare all’interno dell’Ateneo una rete interdipartimentale di ricercatori e ricercatrici che affrontino il tema dell’invecchiamento attivo e della plasticità cognitiva e neurale attraverso una prospettiva multidisciplinare.

Tale iniziativa è centrata sulla possibilità di sviluppare sistemi interni o esterni all’organismo per permettere di affrontare in modo flessibile alcune conseguenze legate all’invecchiamento. Essa riguarderà sia ambiti psicologici, quali il benessere in ambito lavorativo, sia tecnologici, come lo sviluppo di sistemi intelligenti e personalizzati per la promozione di un invecchiamento fisico e cognitivo attivo.

Quali sono le attese? Carlo Miniussi, direttore del CIMeC, commenta:

Ci aspettiamo che gli esiti di queste aree di ricerca forniscano indicazioni utili per aumentare l’autonomia delle persone anziane nella vita quotidiana. Abbiamo l’opportunità di creare una rete che, attraverso la ricerca e la diffusione della conoscenza, crei le condizioni ideali per capire cosa dobbiamo fare per crescere e invecchiare in salute. Vogliamo condividere tutto ciò con il territorio perché possa dare spunto alle istituzioni locali per politiche e buone pratiche di invecchiamento attivo sul piano cognitivo e sociale.

Il programma dell’incontro

La redazione di Epylabs