Verruche: cosa sono e come trattarle

Verruche

Cosa sono

Le verruche – spiega il dottor Piergiorgio Malagoli, responsabile dell’U.O. di Dermatologia e del Centro Psocare all’IRCCS Policlinico San Donato – sono in assoluto le infezioni che riscontriamo più frequentemente nei nostri laboratori. Sono dei virus che si trasmettono per contatto solitamente in ambienti umidi e affollati (piscine, palestre, saune e bagni turchi) perché, in queste condizioni, questi tendono a sopravvivere molto più a lungo fuori dall’ospite, sul tessuto cutaneo, aumentando di molto la capacità di trasmissione. Si trasmettono – continua – laddove la pelle presenta piccole escoriazioni o macerazioni perché su pelle integra difficilmente riescono a penetrare.

Le verruche possono essere di due tipi: verruche volgari e verruche piane. Le verruche volgari, note anche con il nome di porri, possono colpire il dorso o il palmo delle mani, la pianta dei piedi e anche il bordo ungueale, soprattutto di coloro che hanno il vizio di mangiarsi le ‘pellicine’, ma anche in tante altre zone. Le verruche piane, invece, si presentano come piccole perle traslucide che compaiono sul dorso delle mani o sul viso e sono molto legate alle caratteristiche cutanee dell’ospite (ecco perché in alcuni pazienti è molto difficile che esse compaiano).

“Questo tipo di verruca – conclude il dott. Malagoli – è abbastanza frequente e, come le volgari, vanno assolutamente trattate. In alcuni casi, si dice che le verruche guariscano da sole ma non è la verità: più rimangono, più si moltiplicano, per questo è importante agire tempestivamente”.

Verruche: come trattarle?

I trattamenti delle verruche cosiddette volgari – spiega il dottor Piergiorgio Malagoli, responsabile dell’U.O. di Dermatologia e del Centro Psocare all’IRCCS Policlinico San Donato – vanno da terapie topiche, vendute in farmacia ad azione esfoliativa ma di fatto poco efficaci, a trattamenti di tipo fisico come la crioterapia con l’azoto liquido. Con questa tecnica si crea una bolla di azoto a -200°C che va a scollare completamente la verruca dal tessuto cutaneo, eliminandola definitivamente. Le verruche volgari – nelle sedi tipiche – a volte richiedono anche 6 o 7 sedute di azoto liquido distanziate due settimane una dall’altra per guarire. La crioterapia diventa difficile in presenza di verruche di grossa portata, per le quali è preferibile intervenire chirurgicamente con laser o diatermocoagulazione; si sconsiglia, dunque, di ricorrere alla chirurgia classica perché se la verruca recidivasse sotto la sutura, rimuoverla diventerebbe arduo. In genere, è sufficiente una sola seduta per guarire completamente.

Nei trattamenti laser o diatermocoagulazione, c’è sempre il rischio che il sanguinamento possa determinare una disseminazione intraoperatoria favorendo quindi una maggior comparsa di recidiva rispetto alla crioterapia. Per quanto riguarda le verruche piane, il trattamento d’elezione è sicuramente quello con l’azoto liquido perché, essendo queste lesioni molto piccole, la crioterapia permette – in circa 2 sedute – di riuscire a eliminarle definitivamente. Dopo questo trattamento, normalmente, si aspettano un paio di settimane affinché la crosta formatasi grazie all’azoto si stacchi, in modo tale da avere un quadro della situazione più preciso e per poterle, eventualmente, ritrattare.

“Non si può parlare di vera e propria prevenzione – conclude il dott. Malagoli – in quanto si tratta di un virus: l’unico accorgimento è assicurarsi di mettere sempre le ciabatte quando si va in piscina o negli spogliatoi in palestra cercando di non camminare mai a piedi scalzi”.

Fonte: Policlinico San Donato.